Publio Virgilio Marone
Eneide

Durata:  12h - edizione integrale
Letto da  Claudio Carini 
ISBN:
9788889352526  
©2015  audiolibro + eBook

Scritta da Virgilio tra il 29 e il 19 A. C., nei primi anni del regno di Augusto, l'Eneide chiude il ciclo epico degli eroi iniziato da Omero con l'Iliade e l'Odissea. Fu proprio l'imperatore Augusto, il committente dell'opera, a salvarla dalle fiamme, come Virgilio aveva disposto nel suo testamento. Il più importante poema di tutta la latinità narra l'avventuroso arrivo nel Lazio di Enea e dei pochi superstiti dalla distruzione di Troia, ai quali gli dèi hanno affidato il compito di fondare una nuova patria. Il poema si sviluppa fra tempeste marine, lutti atroci, amori tragici e sanguinose battaglie che vedono coinvolti straordinari personaggi: la Sibilla, la regina Didone, Polidoro, Caronte, Eurialo e Niso, la guerriera Camilla, il re Latino, sua figlia Lavinia, Turno,  oltre naturalmente ad Enea e suo figlio Ascanio (Iulo) dai quali prende origine la stirpe Giulia che avrebbe dato vita alla grandezza di Roma.  L'audiolibro propone la versione integrale del poema, appositamente tradotto in una prosa fluida e scorrevole, rendendolo così accessibile a tutti.

SINOSSI:
La flotta di Enea, diretta dalla Sicilia verso le terre italiche, è sorpresa da una tempesta scatenata da Giunone con la complicità di Eolo. Enea, naufrago sulle coste africane, approda presso Cartagine. La regina Didone accoglie con benevolenza i profughi Troiani.
Durante un banchetto offerto da Didone Enea racconta le proprie vicende: l'inganno del cavallo e la distruzione di Troia, le uccisioni di Laocoonte, Polite e Priamo; come Venere lo fa fuggire dalla città in fiamme, come riesce a portare con sé il vecchio Padre Anchise e il figlioletto Ascanio, la moglie Creùsa; come perderà l'amata moglie ed infine la partenza insieme ad un gruppo di seguaci con i quali dovrà fondare una nuova Troia; l'arrivo dei Troiani in Tracia, la triste storia di Polidoro; l'approdo a Delo, dove l'oracolo predice la nuova destinazione, erroneamente individuata da Anchise in Creta; un sogno svela ad Enea che la terra del destino è l'Esperia, detta anche Ausonia; la partenza da Creta per le isole Strofadi; le Arpie scacciano Enea; l'incontro con Andromaca; Scilla e Cariddi; Polifemo; morte di Anchise; partiti dalla Sicilia sono travolti da una tempesta; fanno naufragio sulle spiagge libiche e vengono accolti dai Cartaginesi.
Nel quarto libro viene narrato il tragico amore di Didone per Enea; quando, spinto da Giove,  l'eroe abbandona l'Africa, la regina Didone, disperata, decide di suicidarsi, non prima di aver maledetto Enea e la sua gente.
In viaggio verso l'Italia Enea fa una sosta in Sicilia, dove sono celebrati i giochi in memoria di Anchise. Le donne Troiane tentano di incendiare le navi nella speranza di porre così fine agli infiniti viaggi. Enea vede in sogno il padre Anchise che lo convince a lasciare le donne e i vecchi in Sicilia. Enea si rimette in viaggio. Morte del nocchiero Palinuro.
Giunto a Cuma, Enea viene accompagnato dalla Sibilla nell'oltretomba, al di sotto del lago d'Averno. Passaggio dello Stige sulla barca di Caronte, incontro con Cerbero, il cane dalle tante teste. Incontro di Enea con la sventurata Didone. Arrivo al Flegetonte, alla reggia di Plutone e infine ai "campi Elisi", sede dei beati, dov'è Anchise, il quale gli indica le anime che incarneranno i discendenti di Enea.
Enea arriva nel Lazio dove è accolto dal re Latino che gli promette in sposa la figlia Lavinia. Questa però era già stata promessa in matrimonio al re dei Rutuli, Turno. Scoppio della guerra.
Viaggio di Enea sul Tevere in cerca di alleati. Stringe un'alleanza con il re Evandro che gli offre un manipolo di cavalieri guidati da suo figlio Pallante. Venere porta al figlio le armi fabbricate da Vulcano e lo scudo sul quale sono effigiati gli episodi della storia futura di Roma.
Turno attacca e dà fuoco alte navi troiane che si trasformano in Ninfe. Eurialo e Niso, due giovani guerrieri di Enea, vengono uccisi mentre tentano una pericolosa spedizione notturna nel campo nemico.
Giove dichiara agli altri dei che nessuno, neanche lui stesso, può opporsi al destino assegnato ad Enea. La battaglia si fa sempre più cruenta, con sorti alterne.
Durante una tregua vengono seppelliti i numerosi caduti in battaglia. Restituzione ad Evandro delle spoglie di Pallante. Eroica morte della guerriera Camilla.
Le sorti della guerra vengono affidate ad un duello fra Turno ed Enea. Giunone scatena un tumulto fra le file dei soldati in attesa del duello; Enea viene ferito accidentalmente ad una gamba. Venere fa in modo che l'eroe guarisca velocemente. La regina Amata decide di togliersi la vita. Nel duello finale Enea uccide Turno.

(...) E di libri letti ad alta voce, responsabili della tradizione e del pensiero corrente, si è parlato in altri appuntamenti del pomeriggio di UmbriaLibri, come quello sulla presentazione dei nuovi audiolibri letti e prodotti da Claudio Carini: “Eneide” di Virgilio, “Le Metamorfosi” di Ovidio, “Cuore” di Edmondo De Amicis. Come giustamente ha osservato Donato Loscalzo, intervenuto alla lettura, sia l’Eneide che Le Metamorfosi, sono libri che parlano di migrazioni, di cambiamenti memori del dolore che si portano alle spalle, della trasformazione nell’incertezza verso la costituzione di un nuovo stato dell’essere. 
(Corriere dell'Umbria - Giulietta Mastroianni - 16 novembre 2015)   

Un bel regalo sotto l’albero di Natale: la voce calda, piena di Pietas Romana di Claudio Carini nell’audiolibro ENEIDE.

Attraverso la recitazione dall’attore, regista ed editore italiano Claudio Carini,con la sua voce calda ed espressiva si  animano le pagine dell’Eneide già dalla prime righe « Io canto le armi, e l’uomo che primo da Troia venne in Italia sui lidi di Lavinio, profugo per volere del Fato, … ».Con l’amore per i libri classici Carini infatti riesce a farci sentire vicine le vicissitudini dell’eroe troiano esule e in cerca di una patria, dopo la disastrosa guerra contro i Greci e le sue motivazioni e degli altri eroi del libro,  tanto amato da Augusto da salvarlo dalla stessa decisione dell’autore di distruggerlo dopo la sua morte giacché rimasto incompiuto. Augusto infatti ordinò di pubblicarlo così com’era stato lasciato in modo da poterlo tramandare ai posteri. Nel suo libro Virgilio vede in Enea l’esempio sublime di Pietas romana, il valore più importante per ogni cittadino romano, che consisteva nel rispetto di vari obblighi morali nella dimensione privata verso la famiglia e gli avi (sono un esempio le descrizioni delle forti relazioni presenti tra padri e figli come ad es. i legami tra Enea e Ascanio, Anchise ed Enea, Laocoonte e i due figlioletti, Evandro e Pallante, Mezenzio e Lauso, Dauco e i suoi figli gemelli) e nella dimensione pubblica verso gli Dei e lo Stato.Temi molto attuali anche nei nostri giorni durante l’anno giubilare dedicato alla Misericordia cristiana, vista come una conseguente necessaria prospettiva temporale della Pietas romana augustea!

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