Audiolibro
Codice: RLA-DA-004 ©2004
1 CD
Audio
ISBN: 88-89352-03-5
€. 12,00 |
Letture interpretate da
Claudio Carini |
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Dante Alighieri: Divina Commedia
Antologia vol. 1°
1- Inferno Canto I
2- Inferno Canto III
3- Inferno Canto V
4- Inferno Canto XIX
5- Inferno Canto XXVI
6- Inferno Canto XXXII
7- Inferno Canto XXXIII
Durata totale: 69:05
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Il Cd contiene un’antologia dell’Inferno dantesco.
I Canti scelti sono tra i più conosciuti e frequentati, anche in ambito scolastico. Dante racconta l'inizio del suo viaggio ultraterreno per i diversi gironi, incontrando via via personaggi quali Caronte, Paolo e Francesca, Ulisse, il Conte Ugolino.
Il CD propone un’interpretazione ad alta voce vibrante ed appassionata, e nello stesso tempo, particolarmente attenta alla musicalità dell’endecasillabo dantesco.
Inferno Canto I
Introduzione generale alla Divina Commedia; Dante si risveglia in una selva oscura; lince, leone, lupa, il colle illuminato alle spalle dai raggi del sole; apparizione di Virgilio. Comincia la prima parte della Cantica, overo Comedia, chiamata Inferno, del chiarissimo poeta Dante Alighieri di Firenze, e di quella prima parte il canto primo. Nel quale l'autore mostra sé smarrito in una valle e impedito da tre bestie, e come Virgilio, apparitogli, se gli offerse per duca a trarlo di quel luogo, mostrandogli per qual via.
Inferno Canto III
Caronte, Ignavi, vissuti sanza infamia e sanza lodo, insensibili a ogni forma di interesse politico o religioso, sono umiliati nella loro
nudità, costretti a inseguire un'insegna senza significato mentre sono
tormentati a sangue da mosconi e vespe; anime in attesa di traghettare,
terremoto, svenimento di Dante. Comincia il canto terzo dello 'Nferno. Nel
quale l'autore mostra come in quello entrasse e vedesse i cattivi piagnendo correr forte, trafitti da vespe e da mosconi; e appresso come
molte anime s'adunavano alla riva d'Acheronte, le quali tutte Caron passava, ma lui passar non volle.
Inferno Canto V
Lussuriosi, landa battuta dal vento, Minosse, Paolo e Francesca, Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, Paride, Tristano; i lussuriosi hanno ricercato la soddisfazione dei sensi contro ogni regola, abbandonandosi alla passione carnale, sottomettendo la ragione al talento: li colpisce un vento furioso che non conosce sosta trascinandoli rovinosamente per tutto il girone. Comincia il canto quinto dello 'Nferno. Nel quale l'autore, discendendo nel secondo cerchio, truova Minos, e appresso i peccator carnali da aspro vento percossi; e quivi con Madonna Francesca da Polenta parla, e ode come con Paolo de' Malatesti si congiugnesse in amore.
Inferno Canto XIX
Cerchio VIII, bolgia III: pareti e fondo rocciosi, di difficile accesso; nella pietra si aprono
fori regolari molto profondi. Niccolò III, simoniaci: ecclesiastici che
hanno sfruttato la loro posizione per arricchire se stessi e la propria
famiglia; sono capovolti nei fori e i piedi bruciano di una fiamma rossastra; quando sopraggiunge un nuovo dannato, prende posto facendo
sprofondare in basso gli altri. Comincia il canto decimonono dello 'Nferno. Nel quale l'autore, disceso nella terza bolgia, dimostra qual
sia lo tormento de' simoniaci, e parla con Papa Niccola, il quale gli predice d'alcun papa futuro simoniaco, e quindi esclama l'autore contro
al detto papa.
Inferno Canto XXVI
Cerchio VIII, bolgia VIII, immersa in un profondo silenzio e avvolta da fitto buio, in cui
lampeggiano le fiamme che nascondono le anime dei dannati. Ulisse, consiglieri fraudolenti: posero la loro intelligenza non al servizio
della verità ma della frode e dell'inganno e sono condannati a stare avvolti da una fiamma che risplende vivamente. Comincia il canto
vigesimosesto dello 'Nferno. Nel quale mostra l'autore come pervenne all'ottava bolgia, nella quale dice esser puniti i frodolenti
consiglieri in fiamme di fuoco; e quivi ode da Ulisse il fine suo.
Inferno Canto XXXII
Cerchio IX, zona I: Caina, traditori dei congiunti zona II: Antenòra, traditori della patria; il fondo è ghiacciato,
alimentato dal fiume Cocito, Caina: Camicion dei Pazzi, Alessandro e Napoleone degli Alberti, Mordrèt, Focaccia dei Cancellieri, Sassolo
Mascheroni. Antenòra: Bocca degli Abati, Buoso da Duera, Tesauro dei Beccheria,
Gianni de' Soldanieri, Gano di Maganza, Tebaldello de' Zambrasi, Ugolino
della Gherardesca, Ruggieri degli Ubaldini, Caina, traditori dei congiunti:
immersi nel ghiacio dal quale emergono con la testa; piangono tenendo il capo basso per cui le loro lacrime si solidificano solo a contatto
col ghiaccio; Antenòra, traditori della patria. Comincia il canto trigesimosecondo dello 'Nferno,
nel quale l'autore, andando per la Caina, dove nel ghiaccio si puniscono
coloro che tradiscono i fratelli e' congiunti, parlando con Camiscion dei Pazzi, n'ode più nominare. E poi, procedendo nell'Antenòra, dove in
simil pena si puniscon coloro che tradiscon le lor città, truova Bocca
degli Abati, il quale più altri gli nomina dannati in quel luogo; e ultimamente vede il conte Ugolino rodere la testa di dietro
all'arcivescovo Ruggieri.
Inferno Canto XXXIII
Cerchio IX, zona I, Antenòra: il fondo è ghiacciato, alimentato dal fiume Cocito; Antenòra, Ugolino della Gherardesca, Ruggieri degli Ubaldini; Tolomèa frate Alberigo, Branca d'Oria. Traditori della patria, immersi nel ghiaccio dal quale emergono con la testa; piangono tenendo il capo rivolto in giù, ma le lacrime che sgorgano dagli occhi si ghiacciano subito costringendoli a tenerli sempre chiusi; Traditori degli ospiti, immersi nel ghiaccio in posizione supina, per cui le lagrime ristagnano negli occhi e si ghiacciano immediatamente, tanto da impedire l'uscita di altre lacrime, le quali, non trovando sbocco, si riversano all'interno, acuendone il dolore. Comincia il canto trigesimoterzo dello 'Nferno. Nel quale l'autore, udita la ragione e 'l modo della morte del conte Ugolino, procedendo nella Tolomea, truova frate Alberigo, il quale gli dice quivi cader l'anime, parendo qua sù ancora il corpo vivo.
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